Incerenitori, inquinano o no?

Splitteau

Gli inceneritori, sono impianti di smaltimento di rifiuti che bruciando ne riducono il peso e il volume. Circa 1/3 in peso dei rifiuti in entrata si ritrova a fine ciclo in forma di ceneri, e come la fisica ci insegna “niente si crea e niente si distrugge, ma tutto si trasforma”, così la parte che non si ritrova in materia in uscita viene emessa nel corso del processo. Le sostanze che vengono fuori da un inceneritore, e quindi i possibili inquinanti, dipendono dal tipo di rifiuti che vengono bruciati. In base al tipo di trattamento del rifiuto (composizione chimica), le condizioni di combustione e quelle operative dei sistemi di abbattimento degli inquinanti, possiamo annoverare le seguenti sostanze chimiche in forma solida e gassosa che vengono emesse dal camino e si disperdono in atmosfera insieme alle polveri, alle ceneri di fondo e alle ceneri volatili:

  1. Composti organici del cloro(diossine, furani, policlorobifenili)
  2. IPA (idrocarburi policiclici aromatici)
  3. VOC (composti organici volatili)
  4. elementi in traccia (piombo, cadmio, mercurio)
  5. acido cloridrico
  6. ossidi di azoto
  7. ossidi di zolfo
  8. ossidi di carbonio

Questi inquinanti tossici si accumulano nei tessuti degli animali viventi e si trasferiscono secondo la catena alimentare fino agli uomini.

Voi direte, come mi sono sempre chiesto io, ma l’inceneritore di Vienna che è al centro della città ed è spesso presente in tutte le cartoline di Vienna?

L’inceneritore di Vienna nel quartiere di Spittelau risale al 1969. L’impianto fu collocato al centro della città, per motivare il fatto di avere il più vicino possibile gli edifici da teleriscaldare, in particolare l’ospedale che è a circa due chilometri di distanza. Negli anni 90 a seguito di ristrutturazione e ammodernamento, fu affidato ad un noto architetto il restyling estetico dell’impianto.

Ogni anno l’impianto tratta 260.000 tonnellate di rifiuti urbani e il calore prodotto è utilizzato per il teleriscaldamento. Il calore utile prodotto riscalda le case di 45.000 abitanti su una popolazione di oltre un milione di persone. Lo stesso inceneritore nelle fasi di avvio, spegnimento e per far fronte alla domanda di calore nei momenti di punta brucia in un anno cinque milioni di metri cubi di metano (col quale si copre circa il 10% della quantità di calore prodotta dallo stesso inceneritore in un anno). Rispettando i limiti di legge austriaci l’inceneritore emette ogni giorno circa 8 chili di polveri e 12 milioni di picogrammi di diossine (dose giornaliera tollerabile da 90.000 viennesi).

Per ogni tonnellata di rifiuti bruciati produce 280 chili di rifiuti solidi, che vengono inviati in impianti di trattamento di rifiuti, con evidenti consumi energetici e successivamente depositati in discarica con successivi problemi di impatto ambientale.

L’Austria a differenza dell’Italia nel 2001 riciclava e compostava il 60% dei rifiuti post consumo, ne inviava in discarica il 30% e ne inceneriva solo il 10%.

In Italia sappiamo tutti come è la situazione della raccolta differenziata, e pensare di incenerire tutto è proprio una pessima idea per le popolazione presenti nelle zone limitrofe all’impianto di incenerimento.

Come spesso avviene in tutte le zone d’Europa per ridurre l’effetto dell’inquinamento degli inceneritori, si cerca di delocalizzare il più possibile le zone in cui collocare gli impianti. Altro fattore importante sono le dimensioni dell’impianto, maggiore è la quantità di rifiuti trattata, maggiore è la quantità di sostanze inquinanti rilasciate nell’aria.

Prima abbiamo parlato dell’impianto di Spittelau a Vienna, posizionato in città per poter teleriscaldare gli immobili limitrofi, paragonato a quello che dovrebbe entrare in funzione ad Acerra in Campania, ci vengono alcuni dubbi in merito all’inquinamento. L’impianto di Acerra dovrebbe trattare circa 750.000 tonnellate l’anno di rifiuti (contro le 260.000 dell’impianto di Vienna) ed è posizionato in una zona isolata lontano da qualsiasi immobile da teleriscaldare.

E’ facile trarre le conseguenze in merito alla realizzazione di inceneritori. Sono utili in caso di teleriscaldamento, ma realizzati solo in piccoli impianti e localizzati in zone poco soggette ad altre fonti di inquinamento. Il problema dei rifiuti non è affatto risolvibile con la realizzazione di inceneritori, in quanto riducono solo in parte le dimensioni dei rifiuti, che andranno a finire comunque in discarica.

A questo punto possiamo senz’altro affermare che gli inceneritori inquinano.

inceneritori

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4 Responses to “Incerenitori, inquinano o no?”


  1. 1 Claudio Alpaca marzo 1, 2008 alle 9:51 am

    Inquinano certamente, ove si consideri che la combustione dei rifiuti produce diossina e che certamente le ultime direttive CEE, che ha imposto alla Ditta di Montecarlo l’adeguamento dell’impianto di incenerimento alle direttive stesse, non saranno seguite.
    Per notizie avute da persone residenti a Nizza, l’inceneritore di tale località ha determinato inquinamento e cancerogenicità dei prodotti agricoli, tanto da indurre l’Amministrazione di tale località a far divieto di raccolta delle olive e dei prodotti agricoli.

    La produzione di nanoparticelle da luogo a nanopatologie, con esse intendendosi malattie oncologiche e di altra natura, poiché le nanoparticelle prodotte dalla combustione, al pari dell’asbesto, contenuto nell’amianto, non riescono ad esere trattenute dall’apparato nasale e penetrano nell’organismo.
    E’ evidente quindi il loro potere per l’ambiente ed il loro potere nocivo sulla salute dell’uomo.

    Pieve di Teco, 1.3.2008 Claudio Alpaca

  2. 2 Maria marzo 7, 2008 alle 11:12 am

    Essendo mio marito originario della provincia di Chieti non posso non fare un salto sui blog di suoi corregionali. Ciao da Maria


  1. 1 Incerenitori, inquinano o no? « The kwmarco’s Blog « Consulenza e Progettazione Trackback su febbraio 29, 2008 alle 7:59 am
  2. 2 Il Ponente » Blog Archive » Il PdL rilancia l’inceneritore; ecco perché sarebbe un grosso errore Trackback su giugno 3, 2009 alle 6:55 am

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