Archivio per Marzo 2008

Alitalia svenduta, Grillo veggente?

Ali frances

Era l’anno 2005, in uno spettacolo il comico Beppe Grillo annunciava che Alitalia sarebbe stata svenduta ad Air France. Nessun giornale in quel periodo pubblicava tale notizia o tale indiscrezione, ma un comico in uno spettacolo già ne era a conoscenza, ma come è possibile? Un veggente? No, la notizia l’aveva ricevuta da una semplice impiegata della compagnia Alitalia. Tutto questo mi fa pensare: “come è possibile che ai vertici di Alitalia già girava voce che la compagnia sarebbe stata svenduta?”

Gli accordi tra Cimoli (amministratore delegato dell’Alitalia) stipendiato con 2.284.500,00 euro all’anno, pari a 4 volte lo stipendio di Van Vijk (amministratore delegato KLM) e pari a 6 volte lo stipendio di Spinetta, (amministratore delegato di Air France) e lo stesso Spinetta già erano studiati a tavolino fin dal lontano 2005?

Torniamo ai giorni d’oggi. E’ su tutti i giornali la notizia che Air France-Klm, unica competitor ammessa alla contrattazione per l’acquisto di Alitalia, propone un offerta per l’acquisto valutando Alitalia 138 milioni di euro, meno di 10 centesimi per azione, con un offerta di scambio che prevede 160 azioni della compagnia Italiana per ogni azione Air France Klm. Nonostante l’offerta di gran lunga inferiore alle aspettative del mercato, il Cda di Alitalia risponde con l’approvazione ad unanimità.

Andiamo indietro negli anni. Nel 2002 le compagnie di Roma e di Parigi sottoscrissero degli accordi commerciali e la comune appartenenza all’alleanza SkyTeam, con uno scambio azionario del 2%. Con questo patto al numero uno di Air France, Spinetta, fu garantito un posto nel consiglio di amministrazione di Alitalia e al suo corrispondente italiano, Cimoli, una poltrona al consiglio di amministrazione di Air France.

Negli anni la partecipazione in Air France di proprietà Alitalia si è progressivamente valutata, mentre quella in Alitalia di proprietà di Air France si è progressivamente deteriorata.

Nel bilancio di Alitalia nel 2006 (ultimo documento ufficiale disponibile) la partecipazione di Alitalia in Air France era valutata 140.177 milioni di euro. Oggi Air France compra azioni proprie a sconto, infatti paga 138 milioni una quota che vale 140 milioni, in più, in regalo, una compagnia area, una flotta, dei terreni immediatamente vendibili a Fiumicino, degli “slot” (i decolli e atterraggi assegnati a una compagnia aerea) preziosissimi in vari aereoporti del Mondo, ecc. ecc.

Che dire, un vero affare per Air France, anzi più che affare, un gran bel regalo di Pasqua!!!

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Veltroni Pensionato? Si a 5216 euro netti al mese.

Vetroni

Abbiamo un pensionato candidato alla Presidenza del Consiglio, di chi si tratta? Walter Veltroni.

Pensionati di tutti Italia, uno di voi è candidato alla presidenza del consiglio dei Ministri col PD, Velroni a 52 anni percepisce una pensiona da ex parlamentare da 5.216 euro netti al mese, senza dimenticare lo stipendio da Sindaco di Roma.

Una campagna elettorale in cui ripete di diminuire i costi della politica, dimenticandosi di dire che è uno scandalo che lui percepisce una pensione. Nessun riferimento alle pensioni assurde dei parlamentari sul programma elettorale. Nessun riferimento alla riduzione degli stipendi dei parlamentari.

Una delle sue frasi celebri “Per ridurre i costi dalle politica bisogna partire dalla riduzione dei parlamentari”, non partire dalla immediata riduzione degli stipendi dei parlamentari, non partire dall’abrogazione della legge che consente di percepire una pensione con poco più di 2 anni di parlamento, non partire dall’abolizione delle pensioni che percepiscono i parlamentari con solo un paio di giorni di parlamento (grazie ad una legge che ha consentito di integrare i contributi non versati fino a raggiungere la cifra minima), non partire dalla riduzione dei ministri e dei sottosegretari.

Con tutti questi soldi, tra pensione e stipendio da Presidente, Si può fare.

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Astenzionismo attivo, tante volte…

iononvotopiu

Chiunque, troppo schifato dall’attuale panorama politico, decidesse di astenersi dal voto, sappia che esiste un modo per farlo senza finire per contribuire al premio di maggioranza, come previsto in Italia grazie alla legge elettorale che ci ritroviamo.

Il metodo è stato battezzato “astensionismo attivo”, ovvero rifiuto della scheda.

Come ben sapete l’astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione (a differenza dei referendum dove è richiesto un quorum del 50%+1 degli elettori).

Quindi se anche per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all’attribuzione dei seggi in base allo scrutinio di tre schede. Altresì le schede bianche e nulle, fanno si percentuale votanti, ma vengono poste, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel cosiddetto premio di maggioranza …. (per assurdo, sempre votando bianca o nulla, se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di Forza Italia).

Esiste però un metodo astensivo, che garantisce di essere percentuale votante (quindi non delegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza.

E’, infatti, facoltà dell’elettore di recarsi al seggio e, una volta fatto vidimare il certificato elettorale, avvalersi del diritto di rifiutare la scheda, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione.

E’ possibile inoltre allegare in calce al verbale, una breve dichiarazione in cui, se vuole, l’elettore se vuole ha il diritto di esprimere le motivazioni del suo rifiuto (es. nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta).

Tale sistema oltre a rallentare e rendere difficoltose le operazioni di voto e scrutinio (è obbligatorio compilare infatti per ogni scheda rifiutata un apposito verbale) rende inattribuibile il voto, in quanto la legge consente solo l’attribuzione delle schede contenute nell’urna al momento dell’apertura della stessa, creando una discrepanza tra percentuale votanti e voti attribuibili e di conseguenza un problema di difficile, se non impossibile attribuzione (specie se il fenomeno raggiungesse quote notevoli) di seggi, infatti in linea teorica (non è mai successo) se la quantità di schede rifiutate raggiungesse la quota di voti necessaria per l’attribuzione di un seggio, tale seggio non potrebbe essere attribuito.
Cosi facendo non voterete, ed eviterete che il voto nullo o bianco sia conteggiato come quota premio per il partito con più voti.

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Sondaggi in Politica, giovani al voto.

voto giovani

Da un sondaggio commissionato dal Corriere della Sera, alla società IPSO, relativa alla preferenza elettorale dei giovani italiani, tra i 18 ed i 24 anni, risulta che i giovani italiani sono molto orientati sulle forze politiche estremiste. E’ una sorpresa il 15% della Sinistra Arcobaleno e il 15,2% della Lega Nord. Il più votato è il PD col 31,4% dei voti, meno il Popolo delle libertà col 21,7%. L’UDC di Casini con l’11% è anch’egli molto votato. La Destra a sorpresa ha gli stessi voti di Di Pietro, circa l’ 1,4%, la cosa mi stupisce molto.

E’ da segnalare che i voti della Lega Nord e del Popolo delle Libertà sono stati divisi, così come quelli del PD e di Di Pietro. Come sappiamo le alleanze tra i partiti citati sono già state confermate. Dai sondaggi il Popolo delle Libertà con la Lega Nord raggiunge il 36,9%, mentre il PD con Di Pietro arriva al 32,8%.

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Benzina “Low Cost”, petrolieri con utili del 42%

pompe benzina

Ho appreso che l’associazione dei contribuenti sta facendo grandi cose per difendere i nostri diritti di cittadini italiani. A Roma gli stati generali dell’Associazione Contribuenti italiani alla presenza del Presidente del Tribunale dei diritti del Contribuente, ha chiesto un taglio delle imposte sui carburanti di almeno il 20%, seguendo l’esempio di paesi diligenti quali Belgio, Spagna e Grecia e ha invitato ad introdurre una tassa straordinaria del 4% sui maxiprofitti delle compagnie petrolifere che non si comportano in modo ” socialmente responsabile”, abbassando il prezzo della benzina.

La richiesta è stata quella di avere nel nostro paese la benzina verde “low cost” a 1 euro, per non compromettere il rilancio dell’economia italiana.

La soluzione è molto semplice e credo sia condivisa da tutti indistintamente. Basta ridurre anche in Italia, come fanno altri paesi diligenti e intelligenti, le imposte sui carburanti del 20%, fino a quando il prezzo del combustibile non sarà sceso sotto gli 0,5 euro al litro e introducendo una tassa straordinaria sulle compagnie che non collaborano a tener basso il prezzo alla pompa, realizzando cosi maxiprofitti.

Noi italiani paghiamo il 40% in più della Grecia e degli Spagnoli per le imposte sulla benzina. Chiedere una armonizzazione delle imposte a livello europeo in modo che, il prima possibile, la verde possa essere venduta in tutta Europa allo stesso prezzo, credo non sia una cosa impossibile. Far si che gli italiani paghino la benzina ai prezzi medi europei, credo sia un obbiettivo legittimo.

Sentire che i profitti delle compagnie petrolifere crescono del 42%, e i prezzi dei carburanti alla pompa non diminuiscono, non è una cosa normale. Ho trovato questi dati girando un po in rete. Nel 2005 la Shell ha versato dividendi per 10 miliari di dollari con una crescita del profitto annuo del 48%. La Shell equivale ad un paese ricco come la Svizzera con un fatturato superiore a quello del Libano, e il fatturato della Exxon Mobil (compagnia americana) equivale alla ricchezza prodotta dal popoloso Egitto, con un profitto che equivale al valore del Lussemburgo.

I dati delle compagnie italiane come Agip, Erg e altre non ci è concesso di saperle, chissà perché.

Fonte: http://www.contribuenti.it – Collegamento all’ Articolo

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