
Era l’anno 2005, in uno spettacolo il comico Beppe Grillo annunciava che Alitalia sarebbe stata svenduta ad Air France. Nessun giornale in quel periodo pubblicava tale notizia o tale indiscrezione, ma un comico in uno spettacolo già ne era a conoscenza, ma come è possibile? Un veggente? No, la notizia l’aveva ricevuta da una semplice impiegata della compagnia Alitalia. Tutto questo mi fa pensare: “come è possibile che ai vertici di Alitalia già girava voce che la compagnia sarebbe stata svenduta?”
Gli accordi tra Cimoli (amministratore delegato dell’Alitalia) stipendiato con 2.284.500,00 euro all’anno, pari a 4 volte lo stipendio di Van Vijk (amministratore delegato KLM) e pari a 6 volte lo stipendio di Spinetta, (amministratore delegato di Air France) e lo stesso Spinetta già erano studiati a tavolino fin dal lontano 2005?
Torniamo ai giorni d’oggi. E’ su tutti i giornali la notizia che Air France-Klm, unica competitor ammessa alla contrattazione per l’acquisto di Alitalia, propone un offerta per l’acquisto valutando Alitalia 138 milioni di euro, meno di 10 centesimi per azione, con un offerta di scambio che prevede 160 azioni della compagnia Italiana per ogni azione Air France Klm. Nonostante l’offerta di gran lunga inferiore alle aspettative del mercato, il Cda di Alitalia risponde con l’approvazione ad unanimità.
Andiamo indietro negli anni. Nel 2002 le compagnie di Roma e di Parigi sottoscrissero degli accordi commerciali e la comune appartenenza all’alleanza SkyTeam, con uno scambio azionario del 2%. Con questo patto al numero uno di Air France, Spinetta, fu garantito un posto nel consiglio di amministrazione di Alitalia e al suo corrispondente italiano, Cimoli, una poltrona al consiglio di amministrazione di Air France.
Negli anni la partecipazione in Air France di proprietà Alitalia si è progressivamente valutata, mentre quella in Alitalia di proprietà di Air France si è progressivamente deteriorata.
Nel bilancio di Alitalia nel 2006 (ultimo documento ufficiale disponibile) la partecipazione di Alitalia in Air France era valutata 140.177 milioni di euro. Oggi Air France compra azioni proprie a sconto, infatti paga 138 milioni una quota che vale 140 milioni, in più, in regalo, una compagnia area, una flotta, dei terreni immediatamente vendibili a Fiumicino, degli “slot” (i decolli e atterraggi assegnati a una compagnia aerea) preziosissimi in vari aereoporti del Mondo, ecc. ecc.
Che dire, un vero affare per Air France, anzi più che affare, un gran bel regalo di Pasqua!!!









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