Ringrazio WordPress.com per avermi fatto scoprire la piattaforma. Purtroppo ho deciso di passare ad un uso professionale di wordpress e cosi mi sono trovato un hosting che mi permette di ospitare la piattaforma.
Secondo Cicchitto il gesto di violenza fa capo ad uno squilibrato, ma la “mano è stata armata da una spietata campagna di odio il cui obiettivo è il rovesciamento del risultato legittimo di una campagna elettorale”.
Oggi il PDL denuncia una campagna di odio nei propri confronti, l’opposizione gioca sporco e organizza manifestazioni di disturbo nei confronti del premier. Questi modi di fare non sono propri degli elettori del centro destra, queste campagne d’odio non si sono mai viste nei confronti degli altri governi.
Violante: “Berlusconi sà per certo che gli è stata data la garanzia piena non adesso ma nel 1994, che non sarebbero state toccate le televisioni, quando ci fu il cambio di governo“. Garanzie in cambio di cosa? Le dichiarazioni di Violante ci fanno intendere che già dal 1994 ci sono stati accordi politici in parlamento in cambio di interessi privati. Ricordo che nel 1994 c’è stata la scesa in politica di Berlusconi.
Ti minacciano di morte su Facebook o in rete? Problemi tuoi non importa niente a nessuno.
Vieni picchiato per strada? Problemi tuoi non importa niente a nessuno.
Lanciano una presunta statuetta a Burlousconi? Problemi di tutti gli italiani te compreso. La statuetta lai lanciata tu. Si proprio tu che stai ora in rete. Non solo, tu hai anche minacciato di morte Burlosconi. Si proprio tu. Quindi si rende necessaria una legge che protegga Burlosconi dalle statuette e dalle minaccie via web.
Quindi da oggi stati attento a quello che scrivi. L’attentatore potresti essere tu.
Basta, ho deciso che da oggi e quindi dal 2010 inizierò a scrivere sul mio Blog. Il 2010 mi porterà consiglio. Già mi immagino che sarà una buona annata.
Purtroppo non ho tempo per questo blog. Le mie intenzioni erano buone all’inizio, ma poi mi son perso per strada. Non vedo l’ora di poter iniziare a occuparmi di questo blog. A presto….
Chi di voi ha mai votato per Andreotti? Forse pochissimi, o solo i nostri nonni, se si votasse oggi forse prenderebbe i voti della sua famiglia. Invece è da 16 legislature che lo manteniamo, in pratica dal dopoguerra. Non è il solo, ce ne sono altri a poche legislature di distanza. E chi conosce la senatrice Anna Serafini? nessuno!? sono 7 legislature che la eleggiamo (moglie di Fassino, 6 legislature). Facendo i conti tra Parlamento e Senato contiamo ben 331 “trecentotrentuno” signori che da più di 3 legislature scaldano le poltrone del senato e della camera. Sapendo che ogni legislatura dura 5 anni, sono più di 10 anni che propongono leggi e mandano in rovina l’Italia. Un vero e proprio mestiere, dipendenti pubblici che nessuno può mandare via, un comitato di affari che gestisce i nostri introiti fiscali, decide e disfa ciò che vuole.
Il mestiere più bello del mondo, il senatore e il deputato italiano gode di molti privilegi, un mestiere che rende bene. Non è richiesta alcuna preparazione, non ci sono responsabilità sul proprio operato, lo stipendio piu alto della categoria in Europa, si va in pensione con poco piu di metà mandato, protegge dalla galera. Insomma che volete di più?
Qual’è ora il vostro pensiero? io ne ho uno: Il limite di due legislature. La legge popolare presentata in senato, nelle mani di Franco Marini, firmata da più di 350.000 cittadini, che prevedeva non piu di 2 legislature, 10 anni, piu che sufficienti per servire il nostro paese e proporre le proprie idee. Questa legge rinnoverebbe il Parlamento, sarebbe un pensiero stupendo, un idea di rinascimento. Non lasciamoci scappare l’occasione. Pensiamoci.
Era l’anno 2005, in uno spettacolo il comico Beppe Grillo annunciava che Alitalia sarebbe stata svenduta ad Air France. Nessun giornale in quel periodo pubblicava tale notizia o tale indiscrezione, ma un comico in uno spettacolo già ne era a conoscenza, ma come è possibile? Un veggente? No, la notizia l’aveva ricevuta da una semplice impiegata della compagnia Alitalia. Tutto questo mi fa pensare: “come è possibile che ai vertici di Alitalia già girava voce che la compagnia sarebbe stata svenduta?”
Gli accordi tra Cimoli (amministratore delegato dell’Alitalia) stipendiato con 2.284.500,00 euro all’anno, pari a 4 volte lo stipendio di Van Vijk (amministratore delegato KLM) e pari a 6 volte lo stipendio di Spinetta, (amministratore delegato di Air France) e lo stesso Spinetta già erano studiati a tavolino fin dal lontano 2005?
Torniamo ai giorni d’oggi. E’ su tutti i giornali la notizia che Air France-Klm, unica competitor ammessa alla contrattazione per l’acquisto di Alitalia, propone un offerta per l’acquisto valutando Alitalia 138 milioni di euro, meno di 10 centesimi per azione, con un offerta di scambio che prevede 160 azioni della compagnia Italiana per ogni azione Air France Klm. Nonostante l’offerta di gran lunga inferiore alle aspettative del mercato, il Cda di Alitalia risponde con l’approvazione ad unanimità.
Andiamo indietro negli anni. Nel 2002 le compagnie di Roma e di Parigi sottoscrissero degli accordi commerciali e la comune appartenenza all’alleanza SkyTeam, con uno scambio azionario del 2%. Con questo patto al numero uno di Air France, Spinetta, fu garantito un posto nel consiglio di amministrazione di Alitalia e al suo corrispondente italiano, Cimoli, una poltrona al consiglio di amministrazione di Air France.
Negli anni la partecipazione in Air France di proprietà Alitalia si è progressivamente valutata, mentre quella in Alitalia di proprietà di Air France si è progressivamente deteriorata.
Nel bilancio di Alitalia nel 2006 (ultimo documento ufficiale disponibile) la partecipazione di Alitalia in Air France era valutata 140.177 milioni di euro. Oggi Air France compra azioni proprie a sconto, infatti paga 138 milioni una quota che vale 140 milioni, in più, in regalo, una compagnia area, una flotta, dei terreni immediatamente vendibili a Fiumicino, degli “slot” (i decolli e atterraggi assegnati a una compagnia aerea) preziosissimi in vari aereoporti del Mondo, ecc. ecc.
Che dire, un vero affare per Air France, anzi più che affare, un gran bel regalo di Pasqua!!!
Abbiamo un pensionato candidato alla Presidenza del Consiglio, di chi si tratta? Walter Veltroni.
Pensionati di tutti Italia, uno di voi è candidato alla presidenza del consiglio dei Ministri col PD, Velroni a 52 anni percepisce una pensiona da ex parlamentare da 5.216 euro netti al mese, senza dimenticare lo stipendio da Sindaco di Roma.
Una campagna elettorale in cui ripete di diminuire i costi della politica, dimenticandosi di dire che è uno scandalo che lui percepisce una pensione. Nessun riferimento alle pensioni assurde dei parlamentari sul programma elettorale. Nessun riferimento alla riduzione degli stipendi dei parlamentari.
Una delle sue frasi celebri “Per ridurre i costi dalle politica bisogna partire dalla riduzione dei parlamentari”, non partire dalla immediata riduzione degli stipendi dei parlamentari, non partire dall’abrogazione della legge che consente di percepire una pensione con poco più di 2 anni di parlamento, non partire dall’abolizione delle pensioni che percepiscono i parlamentari con solo un paio di giorni di parlamento (grazie ad una legge che ha consentito di integrare i contributi non versati fino a raggiungere la cifra minima), non partire dalla riduzione dei ministri e dei sottosegretari.
Con tutti questi soldi, tra pensione e stipendio da Presidente, Si può fare.
Chiunque, troppo schifato dall’attuale panorama politico, decidesse di astenersi dal voto, sappia che esiste un modo per farlo senza finire per contribuire al premio di maggioranza, come previsto in Italia grazie alla legge elettorale che ci ritroviamo.
Il metodo è stato battezzato “astensionismo attivo”, ovverorifiuto della scheda.
Come ben sapete l’astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione (a differenza dei referendum dove è richiesto un quorum del 50%+1 degli elettori).
Quindi se anche per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all’attribuzione dei seggi in base allo scrutinio di tre schede. Altresì le schede bianche e nulle, fanno si percentuale votanti, ma vengono poste, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel cosiddetto premio di maggioranza …. (per assurdo, sempre votando bianca o nulla, se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di Forza Italia).
Esiste però un metodo astensivo, che garantisce di essere percentuale votante (quindi non delegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza.
E’, infatti, facoltà dell’elettore di recarsi al seggio e, una volta fatto vidimare il certificato elettorale, avvalersi del diritto di rifiutare la scheda, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione.
E’ possibile inoltre allegare in calce al verbale, una breve dichiarazione in cui, se vuole, l’elettore se vuole ha il diritto di esprimere le motivazioni del suo rifiuto (es. nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta).
Tale sistema oltre a rallentare e rendere difficoltose le operazioni di voto e scrutinio (è obbligatorio compilare infatti per ogni scheda rifiutata un apposito verbale) rende inattribuibile il voto, in quanto la legge consente solo l’attribuzione delle schede contenute nell’urna al momento dell’apertura della stessa, creando una discrepanza tra percentuale votanti e voti attribuibili e di conseguenza un problema di difficile, se non impossibile attribuzione (specie se il fenomeno raggiungesse quote notevoli) di seggi, infatti in linea teorica (non è mai successo) se la quantità di schede rifiutate raggiungesse la quota di voti necessaria per l’attribuzione di un seggio, tale seggio non potrebbe essere attribuito.
Cosi facendo non voterete, ed eviterete che il voto nullo o bianco sia conteggiato come quota premio per il partito con più voti.
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